Il castagno, pianta a un tempo agraria e forestale, occupa un posto di primaria importanza fra le piante economiche dell'Europa Mediterranea, zona nella quale vanta un antichissimo indigenato, anche se tuttora incerto e' l'areale di originale diffusione. castagno europeo (Castanea sativa) e' un albero longevo di elevato e maestoso portamento, alto in media dai 10 ai 20 metri, capace pero' di raggiungere dimensioni colossali di 30-35 m e 6-8 m di circonferenza; dotato di una radice fittonante molto robusta ma di limitato sviluppo in profondita', si ancora tenacemente al suolo con le sue radici laterali, poco numerose, ma assai ramificate che esplorano il terreno profondamente. le foglie sono caduche e alternamente disposte, di forma ellittico-lanceolata, dentate, con apice acuminato e base leggermente cuneata, misurano da 8 a 20 cm in lunghezza e da 3 a 6 cm in larghezza. La loro consistenza e' piuttosto tenace, quasi coriacea. Il ciclo vegetativo dura dai 140 ai 185 giorni, in funzione delle caratteristiche pedoclimatiche del sito. le caratteristiche del frutto piu' salienti sono state gia' descritte nella trattazione delle differenze fra "Marroni" e "Castagne". Botanicamente e' un achenio, incluso in un riccio molto spinescente. La forma dei frutti e' determinata, oltreche' geneticamente, dalla posizione all'interno del riccio: e' emisferica per i frutti laterali, appiattita per quello centrale. A causa di anomalie d'impollinazione, sono presenti, spesso, castagne "vuote" o "vane". Storicamente il castagno ha avuto un'importanza elevatissima come fonte primaria di cibo per esseri umani, bestiame e animali selvatici. Un'intera catena alimentare era basata sulla produzione annuale di castagne. Oggigiorno gran parte della produzione e' destinata al mercato del prodotto fresco ed essiccato (80% in Italia), cibo per il bestiame (5-10%, soprattutto bestiame suino, la cui carne assume caratteristiche superiori quando viene alimentato con castagne) e per l'industria dolciaria (10-15%). Molto limitato, rispetto al passato, e' l'uso come legname da costruzione e per la produzione di tannino, mentre tuttora molto diffusa e' la tecnica del ceduo per la produzione di pali e lanciole usati in viticoltura, frutticoltura e nel settore ornamentale come sostegni per le giovani piante.
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